IL GENIO DI GIOTTO: IL CICLO DEL LAVORO DEL CAMPANILE DI FIRENZE



Approfondiamo il genio artistico e umano di Giotto, domenica 30 aprile, alle ore 21.00, presso il Santuario della Madonna delle Grazie

"RACCONTI DI PIETRA: IL VALORE DELL'UOMO E DEL SUO LAVORO".

Le formelle del campanile di Firenze raccontante dalla prof.ssa Mariella Carlotti.

L'incontro si svolge all'interno della "Gran Fiera di San Vitale 2017". Di seguito le altre nostre proposte da condividere


HAPPENING 2017: Siamo al "Tacùm-Dabòn"

Per iniziare a costruire insieme l'"Happening dei Giovani", 
ci ritroviamo per l'incontro dei responsabili di settore

VENERDI' 21 APRILE 2017, ALLE ORE 21,00

presso la sala Gaudì dell'oratorio Don Bosco.





GIOTTO, RIVOLUZIONARIO DELL'ARTE



Giotto, vissuto tra il 1267 (data presunta) e 1337, allievo di Cimabue, è considerato il primo grande artista della pittura italiana e innovatore della pittura occidentale.
Le sue innovazioni si notano nelle sue opere dove crea un nuovo senso dello spazio e della figura e si avvia verso un naturalismo che supera i canoni dell’arte figurativa precedente per inaugurare una moderna visione della realtà.


     La cappella degli Scrovegni: l’arte sacra di Giotto
Le più grande testimonianza del lavoro compiuto da Giotto è presente negli affreschi della cappella degli Scrovegni, edificio sacro commissionato da Enrico Scrovegni e consacrato il 25 Marzo 1305 in occasione del giorno della festa dell’Annunciazione. Quest’edificio fu adibito a luogo di culto per fedeli e le liturgie furono affidate ai monaci agostiniani.
L’interno della cappella ha una decorazione a più registri. In quello superiore, sulla parete destra sono raccontate le Storie di Anna e Gioacchino, i genitori di Maria. Esse partono dalla cacciata di Gioacchino dal tempio, poiché il suo matrimonio con Anna non aveva dato figli, fino all’incontro di Anna e Gioacchino presso la porta aurea di Gerusalemme.
Sulla parete sinistra si susseguono invece le Storie della vita di Maria; esse partono dalla nascita di Maria fino al corteo nuziale. Queste storie della Vergine, sviluppate su un intero registro di sei episodi, costituiscono uno dei più estesi cicli in affresco dedicati alla Madonna, con alcuni momenti che raramente troviamo in pittura.
Nei registri sottostanti delle pareti sono raccontati in ventiquattro scene le Storie di Cristo. Sono raffigurati alcuni dei momenti più significativi della vita del messia partendo dalla nascita, passando per la fuga in Egitto, il battesimo, le nozze di Cana, l’ Ultima cena, il Bacio di Giuda, la Crocifissione e  la Pentecoste.
Nell’ultimo registro sono presenti sulla parete destra le sette Virtù mentre sulla parete sinistra i sette Vizi Capitali. Giotto rappresenta le sette virtù cardinali con figure femminili, ciascuna individuata dal suo attributo e da una legenda. Nei sette vizi capitali abbiamo raffigurazioni sia maschili che femminili e per le quali il pittore elabora nuove soluzioni iconografiche come nel caso di Incostanza, rappresentata da una fanciulla che sta per perdere l’equilibrio, o di Invidia rappresentata da una persona con i piedi immersi nel fuoco della passione che la accende, mentre un serpente, simbolo della maldicenza, esce dalla sua bocca e le si ritorce contro.
Sopra l’arco trionfale è dipinta in due momenti l’Annunciazione, al di sotto due momenti della Vita di Cristo che sono posti sopra di due coretti prospettici. In controfacciata sono dipinte le scene del Giudizio Universale, dove ciò che colpisce è la figura di Cristo in mandorla, che ha il ruolo di scegliere eletti e dannati. Possiamo notare la presenza, in primo piano, di Enrico Scrovegni inginocchiato mentre offre il modellino della Cappella alla Vergine. Il messaggio dell’insieme è salvifico infatti ogni fedele che rispetterà le sette virtù farà parte degli eletti.


LE INNOVAZIONI DI GIOTTO
Come già detto in precedenza, con Giotto abbiamo un nuovo senso dello spazio e un naturalismo che inaugura una moderna visione della realtà. Abbiamo nuove forme umane caratterizzate da un’espressività che fino a quell’epoca non si era mai vista e un passaggio ad una natura tridimensionale rispetto alla natura bidimensionale come nelle opere del duecento.
Queste innovazioni sono presenti in numerosissime opere della Cappella degli Scrovegni come nel Bacio di Giuda dove la tensione drammatica è altissima. I due protagonisti sono al centro, tra una folla di soldati di cui intravediamo solo gli elmi, un poco scuriti; Giuda si avvicina a Gesù per baciarlo e lo copre con il suo mantello,che non a caso Giotto ha dipinto di giallo, colore del tradimento nei repertori medievali. Alle spalle di Gesù, Pietro stacca con il coltello l’orecchio a Malco, il servo del sommo sacerdote, mentre con invenzione originalissima un altro personaggio, incappucciato e dipinto di spalle, afferra per il mantello una figura che letteralmente fugge persino dal riquadro affrescato; si tratta di uno dei discepoli di Gesù che lo abbandona impaurito.Possiamo notare anche la sovrapposizione delle lance che è indice di profondità.

Giotto,Bacio di Giuda,affresco della Cappella degli Scrovegni (Padova)



Un’altra opera importantissima e capace di comunicare nei gesti e nelle espressioni un dolore profondo è il Compianto sul Cristo morto dove Maria, addoloratissima, abbraccia teneramente il Figlio, mentre le pie donne sono sedute a terra e la Maddalena tiene fra le mani i piedi di Gesù; eretto, e quasi al centro della scena, Giovanni, il discepolo amato, si china verso il Maestro con le braccia all’indietro in un gesto di disperazione. La scena è tagliata diagonalmente dalla montagna, il cui profilo sembra accompagnare l’occhio dell’osservatore proprio verso il Cristo.

Giotto,Compianto sul Cristo morto,affresco della Cappella degli Scrovegni

SI RIPARTE DA GIOTTO


Domenica 16 ottobre, in occasione dell'Autunno Day per l'inizio del nuovo anno, Don Francesco ha introdotto il maestro che ci accompagnerà fino all'Happening 2017.
Il maestro dell'anno è Giotto, di cui nel 2017 ricorrono i 750 anni dalla nascita (Giotto è ritenuto essere nato nel 1267).
Questo cammino, come già per Gaudì e Chesterton, sarà segnato da incontri durante l'anno e culminerà all'Happening 2017.

L' HAPPENING E' UNA STORIA CHE CONTINUA

L'Happening continua nell'amicizia di chi lo ha condiviso. Ecco due immagini della serata post-happening.  

Riflessione e ringraziamento prima...


Convivio insieme dopo...

CI RIVEDREMO A SETTEMBRE
 PER INIZIARE
UNA NUOVA ROMANTICA AVVENTURA, 
VERSO L'HAPPENING 2017.

VOLTI E SGUARDI DEL POPOLO HAPPENING


Si inizia con la preghiera tutti insieme, e poi via al lavoro

a distribuire le grigliate

a preparare gli affettati

"Ogni UOMO è un re, 
e ogni cappello 
è una CORONA." 
G.K.Chesterton

a distribuire i piatti

a distribuire la tortafritta

a cimentarsi tra i fornelli

all'happening pub

allo stand dei vini

a tagliare le cocomere

chi frigge la tortafritta

chi impasta la tortafritta

chi frigge le patatine

chi cura la cucina dei celiaci

chi frigge le patatine vol.2

chi prepara i cocktails

chi distribuisce i vassoi

chi prepara le costine


chi cura il reparto casse

chi dovrebbe grigliare

chi prepara gli hamburger


ma poi ci vuole chi
PULISCE....
Quando "La monnezza diventa ricchezza"...




Per conservarci FELICI come un bambino,
  non ci resta che essere INNOCENTI 
come un bambino,
G.K.Chesterton








e poi ci sono loro, i nostri amici ospiti. Ben 10.000 in
nove serate di cucina, musica, cultura e animazione

DA "LA GAZZETTA DI PARMA" DI DOMENICA 7 AGOSTO 2016



10.000 ALL'HAPPENING DEI GIOVANI

Diecimila persone, duecentotrenta volontari per dieci giorni di eventi, cucina, musica e cultura. Si chiude la ventiseiesima edizione dell'Happening dei Giovani, e il bilancio è positivo. "Siamo particolarmente soddisfatti di questa edizione dell'Happening - spiega Don Francesco Villa - ogni anno aggiungiamo un capitolo alla nostra storia, che si arricchisce di sfumature e di ricordi. L'evento è riuscito perchè è stato il frutto del lavoro di una comunità, che ha camminato insieme, passo dopo passo. Ciascuno di noi ha collaborato con il prossimo ed è diventato parte integrante della nostra festa e del nostro gruppo". Oltre al sacerdote, anche gli organizzatori si dichiarano soddisfatti.

A FINE DI UN BELLISSIMO HAPPENING, UN RINGRAZIAMENTO A CHI CI HA GUIDATO

"Questo é ciò che sento ad ogni ora del giorno. 
Tutte le cose buone sono una cosa sola. 
Tramonti, scuole di filosofia, bambini, costellazioni, cattedrali, opere d'arte, montagne, cavalli, poesie: sono solo travestimenti. 
Una presenza si muove sempre tra noi, celandosi sotto il manto grigio della chiesa o nel verde dei prati. 
Lui c'é sempre, dietro ogni cosa, soltanto Lui può indossare quei travestimenti in modo tanto splendido".

Chesterton, lettera alla moglie Frances




Ecco gli aforismi di G.K.Chesterton all'Happening 2016